January 16
Inauguriamo il nuovo anno ed il nuovo ciclo con un nuovo intervento!!!
Grazie a Matteo che mi ha messo a conoscenza (anche se sotto formato di file audio) vi propongo un poema dai delicatissimi doppi sensi!
Era agosto e un povero uccelletto
Ferito dalla fionda di un maschietto
Andò per riposare l’ala offesa
Sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
Il parroco intravide l’animale
Ma, pressato dal ministero urgente
Rimase intento a confessar la gente.
Mentre in ginocchio alcuni ed altri a sedere
Dicevano i fedeli le preghiere
Una donna, notato l’uccelletto
Lo prese al caldo e se lo mise al petto.
D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
pio pio pio
E il prete a quel rumore
Il ruolo abbandonò di confessore
E scuro in viso peggio della pece
Si arrampicò sul pulpito e poi fece:
“Fratelli, chi ha l’uccello per favore
Esca fuori dal Tempio del Signore”.
I maschi, un po’ stupiti a tal parole
Lenti si accinsero ad alzar le suole
Ma il prete a quell’errore madornale
“Fermi” gridò “mi sono espresso male!!
Rientrate tutti e statemi a sentire:
Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”.
A testa bassa e la corona in mano
cento donne si alzarono pian piano
Ma mentre il gruppo se ne andò
ecco che ancora il parroco strillò
“sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate
io non volevo dir quello che pensate!!
Ecco, quello che ho detto torno a dire
Chi ha preso l’uccello deve uscire
Ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
solo a chi l’uccello ha preso in chiesa!"
Finì la frase e nello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto pieno di rossore
lasciavano la casa del Signore.
“Oh mamma mia” esclamò il prete
“cercate di capirmi se potete!!
Poi, senza fare rumore dico, piano piano
Si alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!"
Una ragazza che con il fidanzato
S’era messa in un angolo appartato
Sommessa mormorò col viso smorto
“che ti dicevo, hai visto?? Se n’è accorto!!”